Un’operazione condotta dai Carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro di Milano ha fatto emergere un vasto sistema di monetizzazione illecita del reddito di cittadinanza, con epicentro anche nel Lodigiano. Il meccanismo, basato su transazioni fittizie e incassi in contanti, ha portato alla denuncia di 597 persone per reati connessi alla falsa percezione del sussidio e al riciclaggio di denaro. L’indagine evidenzia come strumenti pubblici di sostegno possano trasformarsi in canali per alimentare l’economia sommersa, e sottolinea l’urgenza di rafforzare la prevenzione dal riciclaggio di denaro attraverso controlli più capillari e applicazione rigorosa della normativa sul riciclaggio di denaro.
Il sistema illecito dietro al reddito di cittadinanza
Le indagini, iniziate nel 2021 e coordinate dalla Procura di Milano, hanno ricostruito un quadro preciso: cittadini extracomunitari, in prevalenza di origine somala, percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza per poi convertirlo in contanti attraverso tre esercizi commerciali compiacenti a Milano.
Le carte RDC venivano utilizzate per eseguire fittizi pagamenti POS o per saldare utenze intestate ai negozianti, che restituivano in contanti l’importo meno una trattenuta del 10-15%.
Un meccanismo ben rodato di riciclaggio di denaro che ha aggirato le finalità sociali del sussidio statale.
Le attività sospette e i numeri della frode
Le anomalie nei flussi finanziari sono state decisive per far scattare le indagini.
Un negozio di telefonia, che non vende beni di prima necessità, ha registrato un aumento delle transazioni elettroniche del +1600% rispetto all’anno precedente.
Simili discrepanze sono emerse anche per un minimarket e un ristorante, con differenze abissali tra incassi dichiarati e volumi POS effettivi.
In totale, l’indebita percezione in danno dello Stato è stata quantificata in oltre 2,3 milioni di euro, mentre il denaro riciclato dai tre esercenti è stato stimato in circa 413mila euro.
Coinvolti anche commercianti e prestatori abusivi
Tre commercianti sono risultati attivamente coinvolti nel riciclaggio: due sono stati denunciati in stato di libertà, mentre uno è stato arrestato e condannato per riciclaggio continuato e abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento.
Le perquisizioni hanno portato al sequestro di contanti per 40mila euro e, per il titolare dell’internet point, alla confisca di 20.800 euro come profitto del reato.
Questo caso dimostra come attività economiche formali possano diventare strumenti per l’occultamento e la reintegrazione di denaro illecito, violando apertamente la normativa sul riciclaggio di denaro.
Segnalazioni e indagini multilivello
I 597 denunciati sono stati deferiti a 14 Procure italiane, tra cui quella di Lodi, per falsa attestazione e truffa aggravata.
Altri 36 soggetti, pur avendo diritto al sussidio, sono stati segnalati all’INPS per uso improprio della carta RDC.
L’operazione ha beneficiato di un attento lavoro di analisi dei flussi bancari e di collaborazione con l’INPS, confermando come la prevenzione dal riciclaggio di denaro passi anche attraverso la cooperazione tra istituzioni e l’incrocio intelligente dei dati finanziari e amministrativi.
Riciclaggio e sussidi: una minaccia sistemica
L’illecita monetizzazione del reddito di cittadinanza evidenzia i rischi connessi all’uso improprio di strumenti pubblici e alla mancanza di controllo in tempo reale.
La normativa sul riciclaggio di denaro impone l’adozione di misure di contrasto anche in ambito sociale, non solo finanziario.
È fondamentale potenziare le verifiche sui percettori, monitorare l’utilizzo delle carte elettroniche e intervenire su tutti quei soggetti, anche economici, che facilitano operazioni sospette.
Solo così sarà possibile rafforzare la legalità e proteggere l’efficacia degli aiuti statali.
Lodi è stata coinvolta in uno dei casi più gravi di riciclaggio di denaro legato al reddito di cittadinanza.