Riciclaggio, Evasione e Indebite Percezioni a Verona: 29 Denunciati

Riciclaggio

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Verona finisce ancora una volta sotto i riflettori per una maxi-operazione condotta dalle Fiamme Gialle di Villafranca, che ha portato alla denuncia di 29 persone per gravi reati di natura economica e sociale. Al centro dell’indagine, una società di vigilanza privata del villafranchese, accusata di caporalato, evasione fiscale, autoriciclaggio, truffa ai danni della Pubblica Amministrazione e indebita percezione di misure assistenziali.

L’Inizio dell’Indagine: l’Ispezione nella Sede della Società

L’operazione è partita da un’ispezione fiscale presso la sede dell’azienda, dove la Guardia di Finanza ha acquisito una vasta mole di documentazione, inclusi i dati contenuti nei computer aziendali.

I primi riscontri hanno evidenziato gravi irregolarità, inducendo i militari ad approfondire i rapporti con fornitori e clienti e a raccogliere testimonianze dai dipendenti, rivelatesi fondamentali per delineare il quadro dell’attività illecita.

Caporalato e Sfruttamento dei Lavoratori

Le testimonianze dei dipendenti hanno svelato un vero e proprio sistema di caporalato: turni di lavoro estenuanti, assenza di ferie e riposi, minacce in caso di richieste di permessi, retribuzioni irregolari, imposizione di firmare dimissioni in bianco e lavoro anche in condizioni di infortunio.

La società avrebbe inoltre impiegato ben 90 lavoratori “in nero” e 180 “irregolari”, privandoli delle tutele previste dai contratti nazionali.

Evasione Fiscale e Truffe agli Enti Pubblici

L’indagine ha anche accertato una significativa evasione fiscale: la società ha sottratto a tassazione circa 3,5 milioni di euro e non ha versato circa 630 mila euro di IVA.

Gli amministratori elargivano parte degli stipendi sotto forma di falsi rimborsi chilometrici per evadere le ritenute previdenziali, truffando così lo Stato.

Per questo sono stati denunciati per omessa dichiarazione e frode fiscale.

Riciclaggio dei Proventi Illeciti

I proventi ottenuti attraverso l’evasione venivano poi riciclati tramite il pagamento in contanti degli stipendi “in nero”, con l’obiettivo di rendere difficile la tracciabilità dei flussi finanziari.

Una tecnica ben nota nelle dinamiche di criminalità economica, finalizzata a reinserire il denaro nel circuito legale senza destare sospetti.

Reddito di Cittadinanza e Disoccupazione Percepiti Illecitamente

Una parte dei dipendenti, approfittando dei compensi in nero, ha omesso di dichiarare i redditi percepiti per accedere indebitamente al reddito di cittadinanza e all’indennità di disoccupazione.

In totale, 26 persone hanno ottenuto 74 mila euro di reddito di cittadinanza e 75 mila euro di indennità, generando un danno ingente per le casse pubbliche.

Anche loro sono stati denunciati per indebita percezione di prestazioni sociali.

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