Il settore finanziario e professionale italiano si è adeguato ad un’importante novità normativa: il Provvedimento della Banca d’Italia del 12 maggio 2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2023, ha introdotto nuovi indicatori di anomalia elaborati dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF). Questi indicatori, pensati per rafforzare la capacità di individuare operazioni sospette, sono entrati in vigore dal 1° gennaio 2024 e rappresentano uno strumento fondamentale per supportare i soggetti obbligati nell’adempimento dei propri doveri in materia di antiriciclaggio.
Chi Sono i Destinatari del Provvedimento?
I nuovi indicatori si rivolgono a una vasta platea di destinatari, inclusi:
- Intermediari bancari e finanziari;
- Altri operatori finanziari;
- Professionisti (es. commercialisti, avvocati);
- Operatori non finanziari;
- Prestatori di servizi di gioco;
- Soggetti coinvolti nella gestione di strumenti finanziari;
- Operatori disciplinati dal decreto compro oro (art. 1, comma 1, lettera n).
Questi soggetti sono chiamati ad adottare un approccio personalizzato, selezionando gli indicatori e i relativi sub-indici in base alla propria attività specifica.
Cosa Cambia con i Nuovi Indicatori?
Il provvedimento introduce 34 indicatori di anomalia, ciascuno suddiviso in sub-indici che forniscono esemplificazioni pratiche per identificare comportamenti e operazioni sospette.
Gli indicatori considerano:
- Circostanze oggettive, come la ripetitività di certe operazioni o la loro rilevanza economica;
- Circostanze soggettive, ad esempio la coerenza delle operazioni rispetto al profilo del cliente.
I destinatari dovranno utilizzare questi strumenti in combinazione con le informazioni raccolte durante l’adeguata verifica e conservazione dei dati, garantendo una valutazione completa del rischio.
Principi Fondamentali del Provvedimento
Tra le novità più significative emerge l’attenzione posta alla natura esemplificativa degli indicatori, che non costituiscono un obbligo vincolante ma una guida per agevolare l’identificazione di operazioni sospette.
Inoltre:
- Le operazioni descritte negli indicatori e sub-indici non saranno considerate automaticamente sospette se giustificate da specifiche esigenze.
- I destinatari non sono tenuti a svolgere indagini al di fuori del proprio ambito operativo.
- Gli obblighi si limitano alla normativa vigente, senza richieste aggiuntive.
Il Ruolo dei Commercialisti e il Processo di Concertazione
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha giocato un ruolo cruciale nel processo di elaborazione del provvedimento, lavorando per garantire che gli indicatori rispettassero le esigenze dei professionisti.
La nota del CNDCEC, diffusa il 16 maggio 2023, sottolinea alcuni importanti risultati ottenuti:
- Maggiore chiarezza sulla natura esemplificativa degli indicatori;
- Esclusione di obblighi non previsti dalla normativa;
- Riduzione della complessità delle richieste ai soggetti obbligati.
Modelli di Riferimento e Rilevanza Operativa
Oltre agli indicatori, la UIF mette a disposizione modelli e schemi rappresentativi di comportamenti anomali, fornendo ulteriori strumenti per supportare i destinatari nella valutazione del rischio.
Questi strumenti consentono di:
- Individuare schemi ricorrenti di operazioni sospette;
- Riconoscere attività potenzialmente illecite con maggiore precisione;
- Migliorare la conformità alle normative antiriciclaggio previste dal Decreto Legislativo n. 231/2007.
I nuovi indicatori di anomalia della UIF rappresentano un passo avanti significativo nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.
Entrando in vigore lo scorso 1° gennaio 2024, offrono strumenti pratici e personalizzabili per migliorare l’efficacia delle verifiche svolte dai soggetti obbligati, riducendo al contempo gli oneri operativi.
Il successo di questa iniziativa dipenderà dalla capacità dei destinatari di adottare gli indicatori con flessibilità e consapevolezza, integrandoli nelle proprie attività quotidiane.
Grazie all’attenzione posta sulla chiarezza e sull’efficienza, il provvedimento non solo rafforza la conformità normativa, ma contribuisce anche a proteggere l’integrità del sistema economico e finanziario italiano.