La sinergia tra notariato e Guardia di Finanza si conferma un pilastro fondamentale nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Il convegno tenutosi a Napoli, organizzato dal Consiglio Notarile partenopeo, ha messo in luce l’efficacia del protocollo d’intesa siglato lo scorso anno, con un consistente aumento delle segnalazioni di operazioni sospette e una crescente attenzione alle dinamiche normative europee. Un incontro che riunisce istituzioni, professionisti e organi di vigilanza in un dialogo strategico per la tutela dell’economia legale.
Il convegno di Napoli: il punto sulla collaborazione antiriciclaggio
Il convegno antiriciclaggio organizzato a Napoli dal Consiglio Notarile partenopeo rappresenta un’occasione di rilievo per fare il punto sulla collaborazione tra notai e Guardia di Finanza nel contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di rappresentanti del Notariato, ufficiali del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Napoli e dirigenti dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) e della Divisione Vigilanza della Banca d’Italia, confermando la centralità del dialogo istituzionale nella prevenzione dei reati finanziari.
L’incontro è stato introdotto da Paolo Aponte, presidente del Consiglio Notarile di Napoli, e moderato dal notaio Giovanni Vitolo, componente del Consiglio Nazionale del Notariato e coordinatore della relativa Commissione Antiriciclaggio.
Quest’ultimo ha sottolineato come il confronto consenta di uniformare le prassi operative antiriciclaggio e di migliorare l’efficacia dei controlli, rafforzando la sinergia istituzionale tra organi di vigilanza e professionisti.
Il protocollo d’intesa tra notariato e Guardia di Finanza
Al centro del convegno si è collocato il protocollo d’intesa tra notai e Guardia di Finanza, siglato lo scorso anno per contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo attraverso lo scambio di informazioni e l’innalzamento dei livelli di vigilanza su atti immobiliari e societari.
L’accordo sta producendo risultati tangibili, con un consistente aumento delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse all’UIF.
Il documento prevede che i notai agiscano come presidio antiriciclaggio, verificando l’adeguatezza della clientela e segnalando operazioni sospette e anomale, come prezzi fuori mercato, uso di contanti o assegni impropri, soprattutto in relazione a compravendite immobiliari e cessioni di quote societarie.
La Guardia di Finanza, dal canto suo, utilizza queste informazioni per individuare tentativi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, conducendo controlli specifici sugli studi professionali e ampliando così il proprio raggio d’azione investigativa.
Il ruolo strategico dei notai nella prevenzione del riciclaggio
I notai rappresentano un presidio fondamentale nella prevenzione del riciclaggio nelle operazioni immobiliari e societarie.
La loro posizione strategica nelle transazioni economiche li rende interlocutori privilegiati per intercettare anomalie e segnalare tempestivamente situazioni a rischio.
Dal convegno è emersa con chiarezza l’esigenza di definire con maggiore precisione il percorso degli obblighi antiriciclaggio dello studio notarile, per offrire un quadro d’insieme e uno schema operativo generale ai professionisti.
Il notaio Michele Nastri, componente della Commissione Antiriciclaggio del Consiglio Nazionale del Notariato, ha messo in evidenza le principali criticità derivanti dai profili di indeterminatezza della normativa vigente, dalla prossima definitiva applicazione dell’AML Package europeo, dagli interventi di prassi amministrativa e dalle recenti pronunce della giurisprudenza.
Un quadro complesso che richiede aggiornamento costante e formazione continua, per garantire il pieno adempimento degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio.
La Guardia di Finanza e l’approccio basato sul rischio
L’intervento del colonnello Giuseppe Evangelista, Capo Ufficio Operazioni del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, ha illustrato le forme tecniche di infiltrazione criminale nell’economia legale, valorizzando l’importanza strategica del giudizio professionale del notaio nell’individuazione di queste dinamiche illecite.
La collaborazione tra le Fiamme Gialle e il notariato si configura dunque come un argine essenziale contro le infiltrazioni criminali nel tessuto economico nazionale.
I controlli antiriciclaggio sui notai hanno conosciuto negli ultimi tempi un’evoluzione verso un sistema europeo integrato.
Come ha sottolineato il tenente Giovanni Scialdone, Capo Sezione Riciclaggio del Gruppo Tutela Mercati Capitali del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Napoli, la Guardia di Finanza adotta un approccio basato sul rischio, utilizzando poteri trasversali e moduli ispettivi flessibili.
Il cosiddetto controllo a distanza viene attuato come modalità premiante per gli studi digitalizzati, tutelando il decoro e la continuità operativa dei professionisti coinvolti.
Il sistema sanzionatorio antiriciclaggio: criticità e prospettive
Particolare attenzione è stata dedicata al sistema sanzionatorio antiriciclaggio, oggetto dell’intervento del notaio Marco Krogh, componente della Commissione Antiriciclaggio del Consiglio Nazionale del Notariato.
Krogh si è soffermato sulle criticità che emergono in riferimento alla procedura di verifica e contestazione delle violazioni, evidenziando come la normativa vigente contenga un generico rinvio alle disposizioni procedurali previste in materia di IVA e di imposte dirette.
La particolare severità del sistema sanzionatorio, secondo l’analisi proposta, richiederebbe l’introduzione di garanzie specifiche, soprattutto sotto il profilo della terzietà dell’organo accertatore.
Allo stato attuale, infatti, la medesima amministrazione provvede alla verifica, alla contestazione, all’espressione del giudizio di congruità sui fatti accertati e all’irrogazione della sanzione, mentre l’intervento dell’autorità giudiziaria risulta meramente eventuale e subordinato all’opposizione.
Una questione delicata, che apre prospettive di riforma per garantire maggiore equità nel procedimento sanzionatorio antiriciclaggio.
L’AML Package europeo e le sfide future del notariato
Il convegno di Napoli ha confermato come la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo non possa prescindere da un approccio integrato, capace di coniugare azione istituzionale, competenza professionale e aggiornamento normativo.
L’imminente applicazione definitiva dell’AML Package, l’insieme di riforme legislative dell’Unione Europea adottato nel 2024 e volto a inasprire la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, rappresenta una sfida cruciale per il sistema italiano.
Il dialogo costante tra notariato, Guardia di Finanza, UIF e Banca d’Italia consente di migliorare la qualità delle segnalazioni di operazioni sospette e di rendere più efficaci le attività di prevenzione.
La tutela dell’integrità del sistema finanziario passa attraverso un impegno condiviso tra istituzioni e professionisti, in un’ottica di responsabilità comune.
L’esperienza napoletana si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento della compliance antiriciclaggio in Italia, che vede nei convegni territoriali un’occasione preziosa di confronto operativo e di costruzione di prassi uniformi a livello nazionale.