Un’indagine pluriennale della Guardia di Finanza mette in luce un flusso illecito di contanti oltre i confini italiani, sollevando allarme sulla prevenzione dal riciclaggio di denaro
Controlli intensificati e violazioni sistematiche
Negli ultimi cinque anni, la Guardia di Finanza di Gorizia ha rafforzato i controlli valutari sui valichi transfrontalieri, portando alla luce 625 violazioni all’obbligo di dichiarazione per il trasporto di denaro contante pari o superiore a 10.000 euro.
L’attività si inserisce in un contesto più ampio di contrasto al riciclaggio di denaro, previsto dalla normativa europea e italiana, volto a impedire l’ingresso e l’uscita irregolare di capitali non tracciati.
I dati evidenziano una crescita allarmante del fenomeno, con violazioni più che triplicate tra il 2014 e il 2018.
Importi e flussi sotto la soglia: una strategia elusiva
L’ammontare del denaro irregolarmente trasportato supera i 13 milioni di euro, ma va aggiunto un ulteriore flusso di 5,6 milioni derivante da 927 casi di trasferimenti “sottosoglia”, ovvero inferiori ai 10.000 euro, sfruttati per eludere le normative antiriciclaggio.
Questo comportamento rappresenta una sfida concreta alla prevenzione dal riciclaggio di denaro, poiché consente a chi intende trasferire contanti illeciti di farlo in modo frazionato e meno visibile, aggirando di fatto i controlli automatizzati previsti dalla normativa sul riciclaggio di denaro.
Tecniche di occultamento e l’utilizzo del cash dog
Durante le ispezioni, le forze dell’ordine hanno individuato strategie sofisticate di occultamento del denaro contante.
I trasgressori nascondevano le banconote in scarpe, indumenti intimi, schienali d’auto, casse radio posteriori e persino in sacchetti sottovuoto per ridurre il volume e ingannare i controlli con i cani antivaluta, i cosiddetti “cash dog”.
Questo dimostra la necessità di tecnologie sempre più avanzate per garantire l’efficacia della normativa sul contrasto al riciclaggio di denaro.
Le categorie coinvolte nei trasferimenti illeciti
Tra le 625 violazioni accertate figurano soggetti molto diversi tra loro: dagli “spalloni” professionisti ai turisti occasionali, passando per lavoratori stranieri, clienti di casinò sloveni e commercianti di beni usati.
Spiccano anche acquirenti di prodotti tessili e alimentari, a dimostrazione che i traffici di contante non sono sempre legati a grandi organizzazioni criminali, ma spesso a circuiti di microeconomia grigia.
Questa eterogeneità rende ancora più complesso il lavoro di prevenzione dal riciclaggio di denaro.
Dati, segnalazioni e risvolti fiscali
I risultati ottenuti grazie all’operazione denominata “Monitoro” hanno generato oltre 2.000 segnalazioni a reparti territoriali per possibili illeciti tributari, penali o amministrativi.
Il sequestro di 2,1 milioni di euro come sanzioni e l’attenta mappatura dei flussi sospetti testimoniano l’impegno nella prevenzione dal riciclaggio di denaro.
Le operazioni di intelligence doganale, rafforzate dall’analisi del traffico stradale, si stanno rivelando strumenti cruciali per smascherare trasferimenti irregolari in contesto transfrontaliero.
Il ruolo strategico della Guardia di Finanza nella lotta al riciclaggio
L’attività della Guardia di Finanza di Gorizia rappresenta un modello di efficacia nella lotta al riciclaggio di denaro, in linea con le direttive europee e la normativa italiana.
Il monitoraggio sistematico dei flussi di contante in entrata e in uscita dal Paese si configura come uno strumento indispensabile per contrastare i crimini economici su scala internazionale.
Rafforzare i controlli e aggiornare continuamente le tecniche investigative resta la chiave per un’efficace prevenzione dal riciclaggio di denaro nel contesto globalizzato odierno.