Nell’ambito dell’operazione “Tesori d’Oriente”, la Polizia di Stato ha smantellato un’organizzazione criminale dedita al riciclaggio di denaro e al trasferimento illecito di fondi all’estero. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso, ha portato all’arresto di otto individui, tra cui cittadini italiani e cinesi, accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e al trasferimento fraudolento di denaro.
Struttura dell’organizzazione criminale
L’organizzazione era composta da cinque cittadini cinesi, titolari di attività commerciali come bar, sale slot e negozi, e da tre imprenditori italiani operanti nel settore del recupero e smaltimento di materiali ferrosi.
I cittadini cinesi raccoglievano denaro contante proveniente sia da attività illecite, come centri massaggi dove veniva favorita la prostituzione, sia da attività lecite, come ristoranti e negozi di abbigliamento.
Il denaro veniva poi trasferito all’estero, principalmente su conti correnti cinesi, grazie all’intermediazione degli imprenditori italiani, che utilizzavano transazioni finanziarie fraudolente per facilitare il trasferimento dei fondi.
Modalità operative e tecniche di occultamento
Le indagini, condotte tra novembre 2024 e aprile 2025, hanno rivelato l’utilizzo di metodi sofisticati per occultare e trasferire il denaro.
Tra questi, l’uso di applicazioni cinesi come WeChat e Alipay per effettuare transazioni finanziarie, e la creazione di vani nascosti, come quello scoperto in un’abitazione a Solesino, utilizzato per nascondere il denaro contante.
Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati smartphone, un’autovettura dotata di doppiofondo per l’occultamento del denaro e diverse decine di migliaia di euro in contanti.
Estensione territoriale dell’attività illecita
L’attività dell’organizzazione criminale si estendeva oltre le province di Treviso e Padova, coinvolgendo anche altre aree del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia Romagna.
La raccolta del denaro e il suo trasferimento all’estero erano facilitati da una rete di contatti e collaborazioni tra le diverse regioni, evidenziando la complessità e l’ampiezza dell’organizzazione.
Normativa antiriciclaggio e obblighi di segnalazione
La normativa italiana in materia di antiriciclaggio, in particolare il Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231, impone obblighi stringenti per prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro.
Tra questi, l’obbligo per gli intermediari finanziari e altri soggetti obbligati di effettuare l’adeguata verifica della clientela e di segnalare le operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF).
Le recenti modifiche alle disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni per finalità antiriciclaggio, introdotte dalla Banca d’Italia, rafforzano ulteriormente questi obblighi, estendendo le norme antiriciclaggio a nuovi soggetti obbligati e definendo criteri più stringenti per l’individuazione della titolarità effettiva.
Operazione “Tesori d’Oriente”: prospettive future
L’operazione “Tesori d’Oriente” evidenzia l’importanza di un’efficace collaborazione tra le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie nel contrastare il riciclaggio di denaro e le attività criminali transnazionali.
L’adozione di tecnologie avanzate e l’implementazione di normative antiriciclaggio più rigorose sono fondamentali per prevenire e individuare tempestivamente attività sospette.
Inoltre, la sensibilizzazione e la formazione dei soggetti obbligati, nonché la promozione della cultura della legalità, sono elementi chiave per rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto al riciclaggio di denaro.