Le autorità giudiziarie di Italia, Lettonia e Lituania hanno condotto un’importante operazione contro un vasto sistema di riciclaggio di denaro che ha coinvolto un istituto finanziario con sede in Lituania. Secondo le indagini, circa 2,6 miliardi di dollari sono stati riciclati dal 2017 attraverso un network globale di società di comodo. I due principali sospettati, ora arrestati, offrivano servizi di riciclaggio online a gruppi criminali, sfruttando l’istituto finanziario lituano come hub per le operazioni illecite.
L’istituto finanziario al centro dello scandalo
L’operazione ha individuato un istituto finanziario con sede a Vilnius, ma con uffici operativi in Italia, precisamente a Ercolano e Portici.
I due principali indagati, Marco Spinola e Michele Scognamiglio, gestivano questa attività fraudolenta riciclando proventi derivanti da evasione fiscale, frodi informatiche, fallimenti pilotati e traffico di droga.
Parte del denaro riciclato veniva investito in immobili e veicoli di lusso nelle economie lettoni e lituane.
Sorprendentemente, l’istituto operava in piena visibilità, con quindici dipendenti, una app ufficiale e un servizio di assistenza clienti attivo sette giorni su sette.
L’operazione della magistratura e delle forze dell’ordine
Il 27 febbraio 2025, circa 250 agenti e magistrati hanno eseguito una vasta operazione con 55 perquisizioni e 18 arresti, tra cui quelli dei principali indagati.
Sono stati sequestrati beni per un valore di oltre 11,5 milioni di euro.
Europol ed Eurojust hanno svolto un ruolo fondamentale nel coordinamento delle operazioni tra i tre Paesi coinvolti.
L’efficacia delle autorità lettoni e lituane ha consentito di individuare e congelare milioni di euro in beni immobili e liquidità, pronti per essere confiscati e restituiti all’Italia.
Il riciclaggio dei fondi pubblici italiani
Uno degli aspetti più sconcertanti dell’inchiesta riguarda il riciclaggio di 15 milioni di euro derivanti dai bonus edilizi italiani, ottenuti illegalmente.
I fondi, destinati a ristrutturazioni e risparmio energetico, erano stati richiesti su edifici inesistenti o da persone che non ne avevano diritto.
Il fulcro di questa frode era un consulente fiscale che ha orchestrato il sistema coinvolgendo oltre 72 persone.
Le dichiarazioni del Procuratore Gratteri e i bunker hi-tech
Il Procuratore Capo di Napoli, Nicola Gratteri, ha sottolineato l’importanza dell’uso delle intercettazioni telefoniche e telematiche per il successo dell’indagine.
Ha inoltre evidenziato che se fosse stata in vigore la nuova legge sulla limitazione delle intercettazioni, questa operazione non sarebbe stata possibile.
Gli uffici dell’istituto finanziario si sono rivelati dei veri e propri bunker tecnologici, dotati di dispositivi anti-intercettazione e sistemi di sicurezza paragonabili a quelli utilizzati dai servizi segreti.
Sequestrati fucili d’assalto e armi da guerra a Napoli
Durante la stessa operazione, a Castellammare di Stabia è stato effettuato un altro ritrovamento inquietante: in un borsone sportivo sono state trovate otto armi da fuoco pesanti, tra cui un fucile d’assalto AK47 (Kalashnikov), due fucili d’assalto Steyr AUG, e un fucile a pompa SPAS 12.
Queste armi, sequestrate a carico di ignoti, saranno ora sottoposte a indagini balistiche per verificare un eventuale utilizzo in attività criminali.
Riciclaggio in Territorio Napoletano
L’operazione congiunta tra Italia, Lettonia e Lituania ha smantellato uno dei più grandi sistemi di riciclaggio scoperti negli ultimi anni, con arresti, sequestri e il recupero di milioni di euro di fondi pubblici sottratti.
Tuttavia, il ritrovamento di armi da guerra indica che il crimine organizzato legato al riciclaggio di denaro è ancora un problema grave in Italia.
Le autorità continueranno a monitorare le attività criminali transnazionali per garantire che la lotta al riciclaggio e alla criminalità organizzata rimanga una priorità assoluta.