Riciclaggio di Denaro e Fatture False: si chiudono le Indagini sul “Re dei Surgelati” Salvatore Vetrano

Riciclaggio di Denaro

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Le indagini della Guardia di Finanza sul presunto sistema di frode fiscale e riciclaggio legato all’imprenditore palermitano Salvatore Vetrano, noto come il “Re dei Surgelati”, si sono ufficialmente chiuse. L’inchiesta, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, ha portato a cinque arresti nel febbraio scorso e al sequestro di beni per oltre 3 milioni di euro. Secondo l’accusa, Vetrano e altri cinque soggetti avrebbero orchestrato una complessa rete di società fittizie per evadere il fisco e trasferire ingenti somme di denaro, con presunti collegamenti alla criminalità organizzata.

L’accusa: una rete di società per frodare il fisco

L’inchiesta ha evidenziato un meccanismo basato su fatture per operazioni inesistenti e frode fiscale transnazionale, attraverso cui il gruppo avrebbe evaso l’IVA sulle importazioni di prodotti ittici congelati dalla Spagna e dal Portogallo.

Le operazioni finanziarie sospette sono state ricondotte a una serie di società cartiere, tra cui:

  • Mondocarne srl
  • Caribian srl
  • Pescado Mediterraneo srls
  • Marfish srl
  • Sarda Fish srl
  • Ittica Monzese srl
  • Blau Pesca srl
  • Lg Surgelati srl

Attraverso queste società, l’organizzazione avrebbe movimentato un imponibile complessivo di oltre 31 milioni di euro, con false dichiarazioni fiscali e mancati versamenti dell’IVA.

I reati contestati e gli indagati

A Vetrano e agli altri cinque indagati sono stati contestati numerosi reati, tra cui:

  • Associazione a delinquere
  • Autoriciclaggio
  • Trasferimento fraudolento di valori
  • Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false
  • Dichiarazione infedele
  • Omessa dichiarazione fiscale
  • Emissione di fatture per operazioni inesistenti
  • Omesso versamento dell’IVA

La posizione di Salvatore Vetrano appare particolarmente grave, poiché gli è stata contestata anche l’aggravante di aver voluto agevolare Cosa Nostra, un elemento che potrebbe pesare nel procedimento giudiziario.

Oltre a Vetrano, rischiano il processo Pietro Bruno (suocero di Vetrano), Anna Bruno (moglie dell’imprenditore), Mauro Castellani (imprenditore genovese del settore ittico), Giuseppe Licata e Sebastiana Germano.

Le operazioni della Guardia di Finanza

Le perquisizioni effettuate nel corso delle indagini hanno permesso di sequestrare ingenti somme di denaro contante e altri beni di valore, ritenuti proventi delle attività illecite.

Due degli indagati sono stati accusati di aver evaso l’IVA per circa 395 mila euro attraverso l’uso di fatture false nelle dichiarazioni di Liguria Surgelati srl e della ditta Castellani Mauro.

Con la chiusura delle indagini, il passo successivo sarà la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati, che dovranno ora difendersi in tribunale dalle accuse mosse dalla Procura di Genova.

Se confermate, le imputazioni potrebbero portare a pesanti condanne e a ulteriori sequestri di beni.

Il caso di Salvatore Vetrano rappresenta l’ennesimo esempio di come il settore della distribuzione alimentare possa essere utilizzato come copertura per sofisticati sistemi di frode fiscale e riciclaggio di denaro, con connessioni potenzialmente pericolose con la criminalità organizzata.

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